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1° evento progetto “Cucine Aperte” – un frutto dell’accordo di rete “Cucina Galeotta”

Un evento che si pone in continuità con le iniziative innestate sull’accordo di rete della “Cucina galeotta”, che dal 2017 ha visto coinvolti come soggetti promotori IPPSAR “F.Datini” e Casa Circondariale “La Dogaia”, con la collaborazione dei partner Provincia di Prato, Caritas Diocesana di Prato e UniCoop Firenze – Sez. Soci Prato. L’accordo fin dall’inizio si è posto l’obiettivo di rendere il carcere una realtà meno anonima nei nostri contesti sociali, ed ancor di più, ha perseguito l’audace tentativo di trasformare in risorsa per le nostre comunità alcune vite ferite dagli errori commessi, ma ancora in grado di poter dare qualcosa di importante: imparare un mestiere, acquistare consapevolezza di essere in grado di lavorare e lavorare bene diventa così un segnale di rinascita, anche per chi è detenuto. Ecco il motivo del

1° EVENTO “CUCINE APERTE”

Cannolo di pasta fritta ripieno alla mousse di mortadella di Prato, sformatino di carciofi su crema di pecorino toscano, tartara di manzo alla senape, questa era la degustazione di antipasti. E poi due primi, un secondo, il dolce ed i vini. Il tutto preparato dall’Associazione Cuochi Pratesi, gli insegnanti del corso alberghiero in carcere e gli allievi carcerati che frequentano il 3° anno. E poi un’accoglienza di alto livello curata sempre dagli allievi carcerati guidati dagli insegnanti. Ed il vino somministrato (metterei versato, richiama di più il vangelo) con maestria con la guida dall’Associazione Italiana Somelier, delegazione di Prato.

Una cena evento che aveva tre obiettivi:

  • Offrire ai reclusi un percorso professionalizzante, curato da persone altamente qualificate, per favorire il loro reinserimento una volta terminata la pena

  • Dare l’opportunità a persone esterne di entrare nella realtà carceraria per incentivare una sensibilizzazione positiva riguardo alle problematiche delle persone “ristrette” e creare possibili ponti con la realtà cittadina.

  • Completare la fornitura delle attrezzature necessarie per l’allestimento della “cucina laboratorio” indispensabile per il corso alberghiero in carcere.

Hanno partecipato alla cena 64 persone, fra cui un gruppo consistente del Lions Club Prato Centro, un altro in rappresentanza della Sez. Soci Coop Prato, con un coinvolgimento caratterizzato da una sana “curiosità”, profondamente rispettosa del luogo e delle persone.

Ma in particolare è stato bello vedere come gli allievi detenuti siano stati professionali e centrati nel loro ruolo di cuochi e camerieri. Un’operosità che ha suscitato espressioni come: “Oggi mi sono sentito non carcerato”.

Particolarmente toccante il momento finale dei ringraziamenti dove è stato possibile scambiare considerazioni ed emozioni. È anche emersa la consapevolezza da parte dei detenuti allievi che il percorso scolastico che stanno facendo potrà essere per loro una preziosa risorsa da sfruttare al momento dell’uscita dal regime carcerario: sempre più le statistiche dimostrano infatti che chi ha la possibilità di fare percorsi rieducativi prima dell’uscita definitiva, difficilmente ritorna a delinquere.

Presenti anche il Presidente della Provincia di Prato, Francesco Puggelli in rappresentanza di tutte le istituzioni. E per il personale interno del Carcere “La Dogaia”, il Direttore Tedeschi, la Comandante Dorefice, Luigi Mezzacapo dell’Ufficio attività e rappresentanti dell’Area Educativa.

Il tutto si è potuto realizzare grazie alla collaborazione tra diversi soggetti: Casa Circondariale “La Dogaia”, Fondazione Solidarietà Caritas Prato, docenti della sezione carceraria dell’Istituto Francesco Datini di Prato, Unicoopfirenze Sez. Soci di Prato. A dimostrazione che se si vuole che l’art. 27 della Costituzione venga almeno in parte applicato, offrendo serie opportunità di rieducazione, sempre più il mondo esterno al carcere deve dare il proprio contributo sia economico che di idee.

 

Le fotografie della serata

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