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Gruppo Watercolors: note diverse, una sola musica…

“Watercolors” è un gruppo che nasce all’interno della Caritas Diocesana di Prato; la nostra particolarità non è solo quella di provenire da varie parti del mondo e vivere, da più o meno tempo, in questa città, e non è neppure quella di professare diverse religioni: la caratteristica che ci contraddistingue, infatti, è quella di avere avuto l’occasione di incontrarci, conoscerci, di trovare il modo di raccontarci  e costruire, nelle differenze di ciascuno, ponti per instaurare relazioni e legami.

La nostra storia nasce con la realizzazione di percorsi interculturali per i bambini delle scuole primarie di primo grado, laboratori, questi, creati per far conoscere le diverse culture e tradizioni che possono esserci all’interno delle classi e, su scala più ampia, sul territorio. Esperienza che con il passare del tempo ha assunto altre forme, sempre, però, con una necessità di fondo, quella di trasmettere alla gente che è realmente possibile stare insieme, che si può realizzare un bel quadro unendo sulla stessa tela tanti tra i più vari colori.

La musica è una passione che condividiamo e utilizziamo per cercare di comunicare che i giovani, in modo particolare, hanno voglia di esprimersi e di avere opportunità per contribuire alla costruzione di una città più aperta, laboratorio concreto e tangibile di esperienze diverse.

Tutti noi siamo mossi da un comune sentire che va oltre la nostra origine (ci sono ragazzi che provengono dalla Cina, dall’Albania, Romania, Ucraina, dalla Nigeria, Italia, dalle Filippine e dal Marocco) e religione, qualcosa che ci spinge ad essere segno visibile sulla veridicità dei rapporti umani che vanno ben oltre queste apparenti e fondamentali differenze.

Una delle ultime avventure vissute come gruppo è stata quella del 10 novembre 2015, giorno in cui il Santo Padre ha fatto visita alla città di Prato. Per quest’occasione abbiamo avuto l’incarico d’intrattenere le persone, i fedeli che hanno atteso con trepidazione le parole di Papa Francesco pronunciate in Piazza Duomo, attraverso canti in varie lingue e letture tratte dagli scritti del Pontefice.

Le prove, per prepararci all’importante evento “#francescoaprato”, non sono state solo semplici sessioni volte a migliorare l’intonazione piuttosto che la capacità di arrivare a toccare note impossibili, ma attimi d’incontro dove ognuno di noi, con le proprie caratteristiche, ha messo parte di sé lasciandosi scoprire per quello che è, con il proprio bagaglio di storia e cultura, con la voglia di mettersi in gioco, cercando soprattutto di capire e rispettare chi ci sta accanto. La scelta delle canzoni, la lettura di quei testi dentro le parole che Papa Francesco ha pronunciato nei suoi discorsi ed encicliche, hanno avuto su di noi un effetto profondo, facendoci crescere nella consapevolezza che vivere concretamente certi valori vada al di là delle differenze culturali e di fede, avvicinando così con forza le persone, anche le più diverse fra loro, creando e rafforzando legami di prossimità.

Inutile poi dire che l’ulteriore emozione vissuta nell’attimo in cui abbiamo salito i tre scalini del sagrato della cattedrale è stata immensa: cantare, ma soprattutto cercare di comunicare, di mandare un messaggio di unione culturale e d’intenti, ha significato per noi anche assumersi una grande responsabilità nei confronti della gente, non tanto per una propria riuscita personale, quanto per il profondo desiderio di esprimere attraverso la musica come le nostre città possano cambiare aprendo il cuore a chi ci sta vicino, senza diffidenze e riserve.

 

Camilla Zini
operatrice Associazione “Insieme per la Famiglia” Onlus
promossa dalla Caritas Diocesana

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