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Moldavia

“EDUCARSI ALLA VITA BUONA”

PROGETTO COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO IN MOLDOVA

Caritas Italiana di Prato – AGESCI Prato

 

moldo_01La Moldavia, o Moldova, (ufficialmente Republica Moldova) è uno Stato dell’Europa orientale racchiuso tra la Romania e l’Ucraina. Si tratta di uno stato senza sbocco al mare.

Ha una popolazione stimata di circa 4.300.000 abitanti. Già parte del Principato di Moldova, nel 1812 entrò a far parte dell’Impero Russo; in seguito alla dissoluzione di questo, nel 1918 entrò a far parte della Romania andando a riunire nuovamente la Moldavia storica. Venne nuovamente annessa dall’Unione Sovietica nel 1940. Dal 1944 al 1991 fu una Repubblica Socialista Sovietica. Il 27 agosto 1991 dichiarò l’indipendenza dall’Unione Sovietica.

Capitale dello stato è la città di Chişinău con una popolazione stimata di 700.000 persone. La Moldavia è una repubblica parlamentare e dall’indipendenza la Moldavia è ufficialmente uno stato neutrale. Da tenere presente la realtà della Transnistria, entità sociale e politica autonoma con dogana e tasse proprie, che opera come un vero e proprio stato pur senza accreditamenti e riconoscimenti ufficiali.

La lingua ufficiale e maggioritaria sancita dalla costituzione è il moldavo, di ceppo neo-latino, variante della lingua rumena. Il nome italiano di questo paese è Moldavia. Tale nome appare ai Moldavi molto simile alla denominazione russa, per questo essi preferirebbero veder usato il nome Moldova, come nella lingua locale. Ciò ha fatto sì che oggi in italiano siano usate entrambe le varianti.

La Moldavia confina a ovest con la Romania e a sud, est e nord con l’Ucraina. Si estende per circa 33.800 km² su una striscia di territorio ampia circa 150 km in direzione est-ovest e lunga circa 350 km in direzione nord-sud. Il territorio del paese coincide grossomodo con la regione della Bessarabia, un’area pianeggiante compresa fra il fiume Prut ed il Nistro. La pianura è intervallata da alcuni gruppi di colline che difficilmente superano i 400 m s.l.m

A settentrione si trova un’area pianeggiante ondulata da modeste colline (non oltre i 300 m s.l.m.) e ricoperta in parte da foreste e in parte dedicata alla coltivazione dei cereali. Nella parte centrale del paese vi sono colline di maggiore altezza e ricoperte da foreste. In tale zona, a nordovest della capitale, si trova il punto di massima elevazione della Moldavia (429,5 m s.l.m.).

ECONOMIA

Il paese ha una tradizione agricola fin dal periodo dell’USSR, che oggi non riesce ad essere determinante economicamente per la popolazione dei villaggi rurali.

L’industria occupa il 20% della forza lavoro, mentre l’agricoltura oltre un terzo. Il PIL e l’indice di sviluppo umano sono i più bassi d’Europa. L’agricoltura e l’industria alimentare contribuiscono per circa il 40% del PIL. Si coltivano: grano, mais, avena, tabacco, barbabietola da zucchero, soia ed orzo. Marginali le produzioni di mele e frutta in genere. Buona diffusione hanno sia l’allevamento per la carne sia la produzione di derivati del latte. Diffusa l’apicultura. Notevole la produzione vinicola concentrata nella parte centrale e meridionale del paese.

L’economia del paese è sostenuta da aiuti internazionali strutturali e la popolazione si sostiene per il 50% con i trasferimenti di persone che lavorano all’estero. La popolazione femminile emigra verso l’Europa con prevalenza di professionalità nelle “badanti” ma ci sono anche situazioni di prostituzione e matrimoni tra donne moldave e uomini in età avanzata. Gli uomini emigrano verso la Russia per lavori nel campo edilizio.

La crisi internazionale sta facendo scricchiolare le basi di questa realtà che ha offerto una certa sicurezza economica sino ad ora. Anche la recente crisi energetica legata al blocco delle forniture da parte dell’USSR ha condizionata l’economia  locale.

La popolazione dei villaggi rurali sopravvive con la produzione familiare e con il bracciantato. La popolazione rurale ha avuto a suo tempo la disponibilità dei terreni distribuiti dopo il 1980 con criterio di appartenenza e capacità produttiva. In seguito grandi estensioni di terra sono passate di mano e vendute a grandi complessi che condizionano il mercato. Negli ultimi anni, siccità ed inondazioni, sono emergenze ricorrenti causa i cambiamenti climatici globali. Il paese, non avendo sistemi di irrigazione strutturati, è in balia degli eventi atmosferici con una produzione agricola soggetta a forti oscillazioni.

LE RELIGIONI E LA PRESENZA DELLA CHIESA CATTOLICA

La religione predominante è quella ortodossa, divisa tra Chiesa Ortodossa Russa che conta più di 1000 sacerdoti, e Chiesa Ortodossa Moldava con 110 sacerdoti.

La Diocesi di Chiscinau nasce il 28 ottobre 1993, Vescovo Mons. Anton Cosa ed è l’unica diocesi che abbraccia tutta la Moldova e che può contare su una trentina di sacerdoti, quasi tutti provenienti da altri paesi. Poco più numerose le religiose di diversi Istituti.

Prima della caduta dell’Unione Sovietica c’era un solo sacerdote cattolico che cercava di portare aiuto ai pochi fedeli sparsi per il paese. Aveva poi lasciato il ministero e così per anni i cattolici non hanno avuto alcuna assistenza religiosa. Ora si dice siano più di diecimila.

Da un censimento fatto prima del comunismo risultava che nell’attuale territorio della Moldova c’erano circa 1000 chiese ortodosse, 600  sinagoghe, 200 luoghi di preghiera dei battisti  e 10 chiese cattoliche!

La Chiesa Cattolica è composta da un totale di 17 parrocchie di cui 5 in Trasnistria. Significativa è l’attività sociale della Chiesa Cattolica con interventi importanti verso le persone più povere del paese.

 

LA RETE CARITAS

La rete internazionale, che negli anni precedenti era stata particolarmente attiva, sta riducendo in maniera significativa alcuni interventi di sostegno.

Caritas Italiana, vista la particolare situazione di povertà e difficoltà generale in cui si trova la Moldova, dopo una attenta analisi dei bisogni, ha deciso di dare inizio ad alcune azioni di accompagnamento avendo ben presente di:

  • coinvolgere e coordinare alcune caritas diocesane italiane.

  • Individuare realtà locali che siano disposte a fare un percorso condiviso a medio/lungo termine.

Su espressa richiesta del Vescovo della Diocesi di Chisinau Mons. Anton Cosa, tutte le Caritas delle varie diocesi italiana verranno coordinata da Caritas Italiana che si interfaccia con Caritas Moldova.

Obiettivi generali del progetto

  • Affiancare chi opera sul campo con un concreto sostegno con l’ottica di iniziare un cammino per favorire il dialogo e la reciproca conoscenza.

  • Far conoscere le complesse problematiche di un territorio strategico, cuscinetto tra est ed ovest.

  • Per rispondere ai nostri principali fini istituzionali, cioè educarci ed educare i giovani alla “alla vita buona” ed in particolare alla solidarietà, alla pace ed alla giustizia.

 

IL CONTESTO SPECIFICO (Distretto di Glodeni, Città di Glodeni, villaggio di Stircea)

moldo_02La città di Glodeni, capoluogo dell’omonimo distretto che è composto da 18 comuni, è menzionata per la prima volta in un documento ufficiale nel 1673. Nella seconda metà del novecento, quando apparteneva alla Repubblica socialista sovietica moldava, è incominciato il processo di industrializzazione che ha portato alla costruzione di una fabbrica di zucchero, una di conserve e una per la preparazione di olii essenziali. Il comune è formato dall’insieme delle seguenti località (popolazione 2004): Glodeni (10.465 abitanti) Stîrcea (320 abitanti)

Si colloca a circa 150 km da Chisinau vicina al confine con la Romania. E’ gemellata con la città rumena  di Botosani dove è attiva l’industria tessile.

La città appare come un agglomerato di case basse, ognuna con un piccolo contorno di verde. Gli abitanti , fatta eccezione per le poche industrie esistenti, sono dedicati alla produzione agricola.

La città condivide con tutta l’area una meteorologia continentale con temperature massime di 38° C e minime di –30° C. La scarsità dell’acqua è una piaga emergenziale sofferta in certi anni, così come sono piaghe le alluvioni che si formano per gli scrosci torrenziali che diventano purtroppo sempre più frequenti.

La popolazione ha sofferto, come tutto il paese, delle forti emigrazioni verso l’Europa e l’Italia. Le persone emigrate mantengono una parte dei loro familiari, bambini ed anziani, a cui trasferiscono parte del salario quasi sempre frutto di lavori a basso livello. Per chi rimane questi trasferimenti sono quasi sempre la sopravvivenza in un contesto dove c’è carenza di servizi sia sanitari che sociali.

Si verifica molto spesso il fenomeno dei bambini e dei giovani che sono lasciati o con un unico genitore o dove possibile con i nonni con problemi educativi non indifferenti. Altro fenomeno grave è l’abbandono degli anziani non autosufficienti.

A Glodeni e Stircea è attiva una parrocchia cattolica, gestita da un giovane parroco Don Antonio,  di origine rumena coadiuvato da 4 suore di due comunità religiose diverse.

Fanno capo alla parrocchia oltre alle normali attività di carattere pastorale i seguenti servizi:

  • un Centro Socio-Sanitario che offre assistenza domiciliare. Il centro è operativo con 2 infermiere che si occupano di assistenza domiciliare del paziente in collaborazione con il medico di famiglia. Le infermiere riescono a  seguire circa 30-35 pazienti.

Il centro ha una saletta/ambulatorio, un bagno con vasca da bagno assistita per la toeletta del paziente, un servizio lavanderia  e  una vettura con la quale si svolgono le visite domiciliari.

  • Una Scuola materna. Si tratta di un progetto sociale che prevede l’accoglienza diurna di bambini (15 circa)  che hanno difficoltà familiari ed il progetto prevede anche un accompagnamento dei genitori nelle proprie funzioni genitoriali. La scuola è getita da 2 suore ed ha anche  2 dipendenti.

  • Attività di animazione ed aggregazione per i giovani e volontari adulti gestite da i giovani più grandi e dal parroco.

LA PARTECIPAZIONE DELL’AGESCI PRATESE AL PROGETTO

La CEI che lancia una campagna decennale 2010-2020 per porre l’attenzione dell’educazione dei giovani, la Caritas con la sua funzione educativa e pastorale attraverso la “pedagogia dei fatti”, il contesto sociale della Moldova che vede problematiche di disgregazione familiare con particolare difficoltà per i giovani, la caratteristiche di movimento educativo dello scoutismo, hanno fatto si che l’Agesci di Prato si sia sentita naturalmente coinvolta nel progetto.

Obiettivi specifici del progetto

  1. Mettersi a fianco di una Chiesa sorella con lo spirito di reciproco arricchimento con l’obiettivo di aiutare allo sviluppo della Caritas parrocchiale di Stircea.

  2. miglioramento delle forme socio-assistenziali del distretto di Glodeni ed in particolare nel villaggio di Stircea. (Centro Socio-Sanitario e Scuola materna)

  3. predisporre scambi di esperienze tra  giovani pratesi e moldavi in Moldavia, la dove si realizza un progetto più ampio di aiuto ad una Chiesa sorella.  Questo permette di incontrasi tra persone con culture diverse, conoscere le loro storie e le loro vite al di là del pregiudizio del sentito dire.

Obiettivo n° 1

  • Con una attività di relazione continuativa, che sicuramente avrà nella prima fase alcune difficoltà causa la non reciproca conoscenza, mettere le basi per un rapporto di fiducia.

  • Valorizzare le relazioni con particolare attenzione al volontariato adulto della parrocchia in modo da sostenerne le attività per la nascita di una Caritas parrocchiale.

  • creazione di leadership con chi ha a cuore lo sviluppo del proprio territorio o l’ attenzione alle persone in difficoltà della comunità locale.

Il piano di intervento si realizza con la proposta di azioni di auto-aiuto a livello delle comunità locali. Si tratta di operazioni che hanno origine da problemi precisi delle comunità che si possono risolvere con la partecipazione delle persone, delle famiglie, dei nuclei che vengono beneficiati da una attività di tipo solidale, mai sperimentata prima. Il parroco ha come suo compito la selezione delle personalità che possono essere riferimento per specifiche operazioni, ovvero i leaders e su queste persone viene assegnata la responsabilità di identificare il bisogno da risolvere. Attivando individui sul piano della solidarietà si produce ciò che si può definire una forma di “volontariato” non tanto teorica, ma molto pratica e legata alle cose fatte e da fare. Caritas Moldova vuole sostenere alle parrocchie questa forma di attività di attivazione sociale per la quale offre il coordinamento formativo

Obiettivo n° 2

  • mettersi a fianco nel caso della scuola materna e del centro socio sanitario, significa non solo contribuire economicamente alle spese di gestione, ma dare, nei limiti di quanto richiesto e delle forze disponibili, aiuti di carattere tecnico con scambi di persone.

  • Far si che con il contributo del volontariato proveniente dalla parrocchia di Stircea, i due servizi diventino sempre più “opere segno” a testimonianza di una fede incarnata.

  • Far diventare le due “opere segno” palestra per il raggiungimento degli obiettivi al punto 1. Cioè la nascita di una Caritas parrocchiale.

Obiettivo n° 3

  • Iniziare una relazione di scambio di esperienze tra i giovani di Stircea ed i giovani di Prato con l’obiettivo di conoscersi, confrontarsi, crescere insieme.

  • Progettare insieme ai giovani attività estive, in particolare nel prossimo mese di agosto 2011, rivolte ai ragazzi di Stircea.

  • Iniziare un percorso di conoscenza del metodo scout relazionandosi con gli scout della Moldova con la prospettiva di aprire un gruppo a Stircea o Glodeni.

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