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Tel Aviv

PROGETTO “SOSTEGNO ALL’ATTIVAZIONE DI UN ASILO-NIDO PER I FIGLI DELLE DONNE VITTIME DEL TRAFFICO DI ESSERI UMANI A TEL AVIV”

 

Settore: Donne/Rifugiati

Luogo: Tel Aviv (Israele)

Durata: 12 mesi

Contesto

Tel Aviv

Alla fine del 2010, si stimava che si trovassero in Israele circa 35.000 rifugiati e richiedenti asilo in cerca di un luogo lontano da genocidi, guerre civili e persecuzioni provenienti da Paesi come il Sudan/Darfur, Eritrea, Costa d’Avorio e la Repubblica Democratica del Congo. I più vulnerabili di questa comunità sono i giovani  e i bambini, in particolare i figli delle famiglie monoparentali.

La separazione da padri e mariti e la dispersione delle comunità lascia molte mamme come unico punto di riferimento per i loro figli, mentre loro stesse lottano per far fronte alla barriera della lingua, l’isolamento, la paura e l’insicurezza di trovarsi i un nuovo paese.

Molte di queste donne provengono da l’esperienza traumatica di traffico di esseri umani nella Penisola del Sinai, e hanno  conosciuto torture, violenze fisiche e sessuali ogni tipo di soprusi nel loro disperato esodo.

La maggior parte di queste donne soffrono anche oggi le conseguenze dei traumi subiti che rendono più difficile il loro processo di integrazione.

 

Punti critici sui quali intervenire

La cura dei figli è una questione irrisolta che ha un impatto importante nell’inserimento delle giovani madri nel mondo del lavoro e, nel lungo termine, nella loro indipendenza e autosufficienza.Gli asili nido a sud di Tel Aviv sono molto limitati a fronte del crescente numero di bambini sia nel centro di accoglienza che in tutta la comunità dei rifugiati. Gli asili nido accessibili per le ospiti si trovano in locali insalubri e sovraffollati. Quest’ultima è l’unica opzione finché le donne non riescono a trovare un lavoro stabile e ben remunerato che permetta loro di pagare un servizio più adeguato.

Le Suore Comboniane operano nel  centro di accoglienza dell’African Refugee Development Center ONG che è unico luogo di accoglienza per i profughi nella città e perciò spesso al limite della sua capacità di ospitalità a causa del sovraffollamento,  questo significa che i bambini non ricevono sufficiente attenzione individuale e non hanno spazio sufficiente per giocare senza pericoli, con effetti molto negativi sul loro sviluppo psico-fisico e delle loro abilità motorie e sociali.

 

Beneficiari

Bambini nati in Israele che vivono o hanno vissuto nel centro di accoglienza ARDC con genitori provenienti da Eritrea, Sudan e tutto il Corno d’Africa.

 

Descrizione sintetica del progetto

Il progetto intende organizzare e sostenere un asilo nido per accogliere, in un ambiente salutare e sicuro i bambini delle donne richiedenti asilo ospitate nel centro di accoglienza dell’ARDC o che vi sono state ospitate in passato in modo da facilitare l’inserimento lavorativo delle mamme e quindi sostenerle nel proprio processo di integrazione. Nell’eventualità anche altri bambini della comunità dei rifugiati e richiedenti asilo della zona potranno usufruire del servizio di asilo nido.

Un’equipe di volontari organizzeranno attività destinate a stimolare i bambini e alla formazione delle giovani madri in ambito educativo ed igenico-sanitario, specialmente incentrate nella nutrizione e lo sviluppo dell’infanzia.

 

Obiettivi specifici

  • Offrire la possibilità di una assistenza, per i bambini, conveniente,adeguata e stabile in modo che le donne ospiti nel centro ARDC possano trovare un’occupazione e favorire la transizione verso una vita autonoma in tempi brevi;

  • Formare le donne coinvolte nel progetto in modo che questa attività possa diventare fonte di autofinanziamento grazie all’assistenza dei volontari del progetto ARDC. Il personale coinvolto formerà una equipe psico-sociale che include un operatore sociale e uno psicologo clinico.

  • Favorire il dialogo tra Chiese sorelle attraverso il coinvolgimento di giovani della Diocesi di Prato che potranno partecipare ad un campo lavoro nel centro ARDC per poter portare testimonianza nel proprio territorio, sulla situazione non conosciuta, dei rifugiati a Tel Aviv.

 

Gestore locale del progetto

Suore Missionarie Comboniane

Sono impregnate a sostegno delle difficili situazioni di vita dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Israele dall’anno 2010, in collaborazione con i Medici per i Diritti Umani di Israele.

Sr. Azezet Habtezghi porta avanti un progetto di ricerca per  l’ARDC con lo scopo di documentare e sensibilizzare sul traffico di esseri umani a cui sono sottoposti gli immigrati africani che attraversano la penisola del Sinai.

Le suore combonianehanno collaborato regolarmente, negli anni 2010 e 2011 con l’ARDC, in particolare nell’accoglienza e assistenza di donne vittime di abusi e stupri spesso rimaste incinta durante la loro prigionia o nel viaggio per arrivare a Tel Aviv.

Sr. Azezet e Suor Alica Vacas Moro sono responsabili per questa iniziativa e possono contare sul supporto della Provincia del Medio Oriente dell’Istituto per la programmazione, implementazione e coordinamento e proposte di ricerca fondi.

 

Ruolo delle Suore Missionarie Comboniane:

  • Referente locale del progetto: Suor Azezet Habtezghi

  • Coordimento e supervisione in loco delle attività del  progetto

  • Rendicontazione delle spese e costi sostenuti attraverso la presentazione di un rendiconto a cui allegare buste paga, ricevute di pagamento, fatture…

 

Partner locale del progetto

African Refugee Development Center (ARDC)

E’ una ONG fondata nel 2004 da profughi  cittadini israeliani pera aiutare e sostenere i rifugiati e i richiedenti asilo in Israele. L’ARDC mira a garantire l’accesso ai servizi sociali di base dei richiedenti asilo, facilitare la loro integrazione e promuovere la loro autosufficienza.

L’ARDC lavora con particolare impegno nella coscientizzazione sui diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo, e per una politica migratoria umana da parte del governo israeliano. Il lavoro comprende: consulenza individuale, aiuti umanitari, educazione, sviluppo della comunità, sensibilizzazione e pressione politica (advocacy  e lobby). Attraverso il lavoro svolto con ARDC comunità diverse di etnia e religione (palestinesi, israeliani, musulmani, cattolici ed ebrei) si integrano e collaborano per promuovere la comprensione e la cooperazione tra i rifugiati e la popolazione del posto.

Fornisce aiuti umanitari alla comunità di rifugiati africani a Tel Aviv del 2007, con un impegno specifico per sostenere i soggetti a rischio. Attualmente, gestisce un centro di accoglienza per ragazze madri, donne incinte e bambini, che ospita tra 25 e 40 persone alla volta. Per molte donne il centro di accoglienza di ARDC nella zona sud di Tel Aviv è l’unica alternativa per trovare un alloggio sicuro e dignitoso. Ogni anno l’ARDC fornisce un alloggio sicuro a circa 120 fra donne e bambini. Il centro provvede anche all’assistenza per facilitare l’accesso ai servizi pubblici essenziali tra cui l’assistenza medica, asili e scuole. Il percorso offerto con questa accoglienza di emergenza è lo sviluppo della loro autostima ed indipendenza, così come aiutare le donne a trovare soluzioni a lungo termine per i problemi dell’alloggio e dell’occupazione. Il sostegno psico-sociale continua quando le residenti del centro riescono a sistemarsi in alloggi indipendenti.

Ruolo del  partner locale

ARDC:

  • Arredamento dell’ambiente

  • Selezione del personale adeguato (operatori e volontari)  per seguire l’accompagnamento psico-sociale delle mamme e dei loro piccoli.

  • Alle mamme verrà chiesto il pagamento di una retta mensile per la cura dei bambini secondo le loro possibilità

 

Tempi di realizzazione:

Fase di preparazione: Ottobre- Dicembre 2011

Fase di implementazione: Gennaio – Dicembre 2012

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