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Progetto “Mediatori in bus”

Ideato e pianificato nel corso dell’anno 2013, organizzato ed in fase di avvio nel giugno 2014, “Mediatori in Bus” è un progetto realizzato in collaborazione tra CAP Società Cooperativa, Caritas Diocesana e la partecipazione della Provincia di Prato. Il progetto nasce con l’obiettivo di migliorare i rapporti interpersonali e la comunicazione tra personale di CAP Società Cooperativa, clienti autoctoni ed extracomunitari.

Problema

La presenza degli extracomunitari nel territorio pratese raggiunge punte molto elevate rispetto la popolazione totale soprattutto in alcune zone della città. Questo porta a pensare a nuove strategie di coesione sociale che devono riguardare tutti gli attori della società civile. Anche i mezzi di trasporto pubblico devono essere coinvolti in questi processi dal momento che vengono utilizzati ogni giorno da persone di più nazionalità, con rischi di incomprensioni e tensioni che a volte rendono il mezzo stesso poco sicuro.

Progettazione

Mediatori in Bus è un progetto che mira all’integrazione socio-culturale delle numerose etnie presenti sul territorio attraverso l’introduzione di una figura con competenze specifiche: il mediatore culturale sull’autobus. Questa proposta nasce dall’esigenza – evidenziata dai reclami recapitati all’azienda e dalla rilevazione di episodi di conflitto a bordo generati proprio da questa distanza culturale – di instaurare un dialogo guidato e più costruttivo tra culture.

Da sottolineare che una delle principali cause di infortunio lavorativo degli ultimi anni per il personale CAP è quello delle aggressioni sul bus subito principalmente dal personale di verifica.

Il percorso che ha portato alla definizione del progetto “Mediatori in Bus” ha previsto l’analisi dei reclami a livello aziendale, l’analisi dei dati inerenti i fenomeni di aggressività/conflitto a bordo bus, e i colloqui con il personale di verifica, avvalendosi dei dati provenienti dall’URP, dalle denunce e dai dipendenti che quotidianamente salgono sui mezzi di trasporto.

Il progetto si articolerà in due distinte fasi: la prima, di formazione, sarà rivolta agli addetti alla verifica ed ai mediatori culturali ed una successiva, di operatività assistita, in cui gli stessi partecipanti della prima fase saranno chiamati a svolgere la funzione di mediatori culturali intervenendo nelle situazioni più delicate e conflittuali a bordo degli autobus CAP Società Cooperativa.

Alcune linee gestite da CAP Società Cooperativa, infatti, attraversano territori dove la presenza di stranieri è particolarmente rilevante; ed è su queste che direttrici che si svilupperà la seconda fase del progetto.

Determinazione obiettivi

  • costruire un modello di intervento volto alla creazione di un clima interculturale sostenibile per l’azienda stessa e per l’humus culturale in cui è inserita;

  • favorire negli utenti al servizio, immigrati e non, e negli operatori, la visione del trasporto pubblico come un bene comune da proteggere e preservare, vivendo l’integrazione e riscoprendo il piacere del viaggio;

  • favorire l’inclusione sociale degli immigrati.

Gli obiettivi che ne discendono sono:

  • sviluppare conoscenze e competenze comunicative e relazionali nel personale CAP addetto alla verifica che aumentino le capacità di essere in relazione con il contesto in cui operano e con gli utenti immigrati e non;

  • attivare un processo di integrazione tra personale aziendale e utenti che aumenti la fiducia reciproca;

  • migliorare il clima di fruizione del prodotto trasporto pubblico con conseguente fidelizzazione degli utenti sia autoctoni che stranieri;

  • migliorare il senso di sicurezza nella fruizione del mezzo di trasporto;

  • favorire una cultura del rispetto dei diritti e doveri inerenti la fruizione del TPL (maggiore uso dei biglietti, minor numero di azioni sanzionatorie) in un’ottica di cittadinanza attiva.

Struttura del progetto

Il progetto prevede la partecipazione di 16 verificatori di CAP e 6 persone extracomunitarie, provenienti dalla Nigeria e dal Maghreb, individuati da Caritas. I partecipanti all’iniziativa sono stati divisi in due gruppi, composti ciascuno da 8 verificatori e 3 immigrati, definiti “Mediatori culturali”.

Il progetto è strutturato in due fasi, una fase in aula e una seconda fase sui bus.

La parte in aula, gestita da due docenti (con due diversi tagli professionali: psicologico/mediatore culturale) prevede di fornire ai partecipanti coinvolti conoscenze essenziali e strumenti metodologici nuovi ed utili alla comunicazione interculturale, una “ricerca” sulla propria identità culturale, sui processi migratori e gli aspetti ad esso collegati, generando e promuovendo la formazione di un gruppo di lavoro che poi agirà sul bus.

Attraverso la formazione, basata sui contenuti, sulle esperienze personali e lavorative ma soprattutto sul confronto con gli immigrati, i dipendenti CAP avranno modo di migliorare conoscenze e competenze in un’ottica di intercultura, in un’ottica complessiva di miglioramento del clima e della qualità del servizio erogato.

Nella seconda fase il gruppo di partecipanti utilizzerà le conoscenze-competenze acquisite per l’intervento di mediazione sugli autobus lavorando attivamente nei percorsi individuati previamente dall’Azienda. Su ogni percorso interverrà un gruppo formato da due verificatori e tre mediatori; il gruppo costituito diventerà “mediatore” ovvero ogni partecipante farà da “mediatore in bus”, in un’ottica di scambio: scambio di valori, regole, attese, schemi mentali tra identità culturali diverse. Il viaggio diventerà, così, luogo privilegiato di scambio e di aggregazione per fare emergere punti di contatto ma, soprattutto, per realizzare un’integrazione fondata sulla conoscenza e la valorizzazione della diversità.

Risultati attesi

Il progetto “Mediatori in bus” ha in prima istanza un valore per la comunità: mira a restituire un miglioramento del clima sul bus che è in primo luogo un miglioramento per la collettività.

L’obiettivo principale è quindi il miglioramento della convivenza, spesso conflittuale e precaria tra utenti stranieri, autoctoni ed addetti alla verifica di CAP Società Cooperativa, determinato spesso dal senso di insicurezza nella convivenza e dalle difficoltà comunicative che spesso insorgono con gli immigrati.

Per questo motivo si rende necessario un dialogo interculturale che possa permettere di ascoltare ciascuno nella sua voce più profonda, individuando la figura del mediatore culturale, ovvero colui che possa fornire strumenti consoni ad un approccio culturale con popolazione extracomunitaria e ad una migliore comprensione del modo di pensare. Mettersi in discussione, recuperare capacità critica e confrontarsi con le diversità diviene un elemento fondamentale di aggregazione.

Inoltre sono da ritenersi plausibili risultati economici, sociali e d’immagine in termini di: maggior numero di vendite di titoli di viaggio, diminuzione dei conflitti a bordo, e possibili repliche dell’iniziativa realizzata nel territorio pratese anche in altre aziende di trasporto ubicate nel territorio nazionale).

Comunicato stampa reader
Locandina progetto reader
Ascolta sul nostro sito l’intervista riguardante il progetto al programma radio “Fatti prossimi” del 25 giugno 2014 – Caritas Italiana oppure ascoltala direttamente sul sito di Caritas Italiana.

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