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Dalla teoria all’azione: “Spendiamoci per gli altri” coinvolge 50 studenti nei servizi di solidarietà

Degli 80 studenti dell’istituto Gramsci-Keynes che hanno partecipato al progetto “Spendiamoci per gli altri”, 50 hanno deciso di mettersi in gioco concretamente partecipando al servizio volontario in 8 strutture cittadine che si occupano di contrasto al disagio ed alla povertà.

lavagnaE’ stata una piacevolissima sorpresa, come testimonia Erika Carlesi, coordinatrice del progetto, che ha potuto contare sulla collaborazione dei professori Giovanna Crucitti e Luca Cappelli, insegnanti di religione nelle classi III e IV dell’istituto. Il progetto infatti prevede fondamentalmente 8 ore di confronto in aula riguardo tematiche che stimolano la riflessione sul senso della propria vita, per aprirla poi alla possibilità di un impegno concreto a favore degli altri ed in particolare di chi è più debole. Ma questo salto successivo dipende solo dalla volontà dei ragazzi che in questo caso hanno dimostrato una sensibilità forte verso le tematiche affrontate ed hanno voluto quindi sperimentare sul campo cosa significa incontrare il disagio, stare faccia a faccia con chi soffre. I giovani si sono così resi conto che nella nostra città ci sono tante persone che vivono delle pesanti difficoltà e nello stesso tempo sono venuti a conoscenza di tante associazioni e volontari che dedicano le loro energie ed il loro tempo a coloro che da soli non riescono a risolvere i propri problemi, a volte più facili da affrontare, a volte insormontabili.

aulaLe esperienze dei ragazzi sono state raccontate a piccoli flash su alcuni articoli apparsi il 30 aprile su “La Nazione” e “Il Tirreno” ed il 4 maggio su “La Voce di Prato” (di cui non possiamo pubblicare copia qui sul nostro sito). Chi ha partecipato alle attività del Centro di Ascolto Caritas ha raccontato della durezza di tante situazioni, spesso mai immaginate, di persone italiane e di altri paesi che hanno perso il lavoro, non hanno di che vivere e spesso rischiano di perdere anche l’alloggio. Alcune ragazze hanno fatto esperienza a Casa Aurora, gestita dal Centro di Aiuto alla Vita, conoscendo mamme giovanissime, anche della loro età, con tutte le difficoltà di curare e far crescere un bimbo lontane dalla propria famiglia, a volte senza neppure il sostegno del marito o del compagno. Altri giovani hanno visto come si lavora presso l’Emporio della Solidarietà, accorgendosi che alla distribuzione degli alimenti, organizzata sul sistema di un piccolo market, si accompagnano gesti di accoglienza e vicinanza per le persone che usufruiscono del servizio. Chi invece ha scelto di uscire con la Ronda Notturna o si è recato alla Mensa “La Pira” ha toccato con mano come quelle persone che sono definite “barboni” spesso la barba neanche la portano e dietro ad una figura quasi “normale” nascondono un bagaglio di fratture con se stessi e con il mondo circostante che chiede tanto rispetto e tanta discrezione per restare in contatto da parte di chi è lì per tendere una mano.

La preside della scuola, Grazia Maria Tempesti, ha affermato che un percorso come questo sicuramente si è mosso nel solco di quello che il Ministero definisce “educazione alla convivenza civile e democratica” ed ha auspicato che tali iniziative prendano sempre più campo all’interno di quelle realtà, come la scuola, dove i giovani si incontrano e si formano.

Idalia Venco, la nostra direttrice, ha apprezzato moltissimo questo slancio dei ragazzi ed ha sottolineato che l’impegno della Caritas con i giovani di questo ultimo anno rappresenta una delle strade importanti da seguire anche per il futuro, perché gettare questi piccoli semi, che sbocciano in gesti concreti anche semplici, può davvero fare la differenza per chi sta crescendo e costruirà la Prato di domani.

Permalink link a questo articolo: http://www.solidarietacaritasprato.it/wordpress/spendiamociperglialtri/