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Anno di Volontariato Sociale

Proposta di servizio di Caritas Italiana ai giovani

 al di fuori della legge 64/01

volontariato

Caratteristiche dell’esperienza AVS

  • il dono di un anno dedicato agli altri, agli emarginati e ai poveri soprattutto

  • un’esperienza di totale gratuità e di vita comunitaria

  • un’occasione di educazione alla solidarietà e all’impegno socio-politico

  • una scelta di investimento sulla propria vita

A te, giovane, Caritas propone:

  • Di raggiungerti “dove” e “come” sei, per vivere esperienze ordinarie di servizio

  • Di creare con te un legame più stretto

  • Di accompagnarti in un cammino formativo nella dimensione della gratuità

  • Di promuovere con te la cultura della pace, della nonviolenza e della cittadinanza attiva

  • Di animare con te il territorio per valorizzarlo

  • Di camminare insieme verso nuovi stili di vita possibili

Le scelte di fondo

  • la centralità sia dei giovani sia dei volti della marginalità

  • la cura della formazione come investimento sulla vita per interrogarsi sul significato e sul valore della vita, approfondire il senso della propria scelta e svolgere con serietà il proprio servizio

  • il recupero dei valori fondanti l’obiezione di coscienza: “dall’obiezione di coscienza alla coscienza dell’obiezione” (don Tonino Bello)

  • l’attenzione alla gratuità e alla dimensione comunitaria intesa  come un “laboratorio” di vita in cui giocarsi nella condivisione, nella comunicazione, nell’amicizia, nella responsabilità

  • la dimensione ecclesiale e l’animazione comunitaria

  • attenzione alla solidarietà, non solo in termini educativi ma anche nelle concrete esperienze di incontro con i poveri, vecchi e nuovi, che vivono sul territorio

  • interculturalità, cioè favorire l’incontro e il dialogo tra culture diverse

  • un’ottica di promozione attenta al superamento delle cause delle povertà

 


Testimonianze anno di volontariato sociale (2016/2017) presso

la Caritas Diocesana di Prato

 

Sono Sara Mannelli, ho 24 anni e vivo a Prato. Sono laureata in Educazione Professionale della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Firenze da Novembre 2014.

Un annetto fa ho avuto la possibilità di iniziare l’esperienza di Anno di Volontariato Sociale presso la Caritas Diocesana di Prato: un anno durante il quale ho potuto dedicare il mio tempo per gli altri.

Sono alla fine di questo percorso che si è rivelato coinvolgente ed interessante.

La Caritas si occupa di varie strutture e di molti servizi. Attraverso questa esperienza ho potuto svolgere diverse mansioni.

Ho gestito la parte socio-educativa del Laboratorio, struttura nella quale donne con varie difficoltà vengono coinvolte attraverso inserimenti socio terapeutici o borse lavoro per indirizzare loro verso un possibile impiego lavorativo.

Ho conosciuto Casa Noemi, casa-famiglia che ospita donne con figli minorenni, nella quale ho seguito i percorsi delle persone coinvolte.

Ho potuto comprendere ed osservare il funzionamento del lavoro all’interno degli uffici Caritas, ad esempio come vengono gestiti i centri di ascolto e l’Emporio della Solidarietà.

Nella seconda parte del servizio, mi sono occupata soprattutto di progetti all’interno delle scuole. Ho collaborato nei percorsi che vengono svolti in scuole medie e superiori e ho gestito e svolto un progetto di intercultura in due scuole elementari di Prato.

Questa esperienza è stata fondamentale per me, grazie anche all’aiuto di operatori e volontari che mi hanno accompagnata in questi mesi. Mi sono messa alla prova davanti a vari tipi di situazioni, a volte molto complesse e problematiche, poiché sono stata a contatto con esperienze di vita molto toccanti che mi hanno coinvolta interamente, non solo sul piano lavorativo, ma soprattutto su quello emotivo.

Il bilancio finale è molto positivo, poiché mi ritengo soddisfatta e contenta dell’esperienza svolta. Consiglio l’anno di volontariato sociale a tutti i giovani che desiderano tendere una mano di aiuto verso il prossimo: è un cammino di forte crescita personale nel quale sostieni e accompagni l’altro e allo stesso tempo, hai la possibilità di confrontarti con diverse realtà e migliorare la propria empatia e comprensione.

Sara Mannelli

 


L’anno di servizio in Caritas si è appena concluso e come tutte le esperienze che si fanno nella vita è giusto fermarsi a riflettere, a fare un piccolo resoconto su quello che è stato, riuscendo anche ad apprezzare meglio i frutti del lavoro.

Devo dire che, nel mondo del volontariato, è stata la mia prima esperienza e inizialmente l’obiettivo era quello di capire molte cose: dai metodi di lavoro e i meccanismi della Caritas come ufficio diocesano, al modo di fare e proporsi di chi, con affinata esperienza, lavora in questo campo.

E si, le persone sono state un po’ il perno di tutto: utilissime fonti dove sempre ho potuto trovare aiuto, consiglio, appoggio. La cosa sicuramente più bella e stimolante è stato trovare sempre, in ogni mansione affidatami, una o più persone sapienti e in grado di veicolarmi verso il “buon servizio”. Timori iniziali ed errori ci sono stati ma da essi son sempre nate capacità per svolgere al meglio il compito.

È stato un anno intenso e variegato che mi ha permesso di conoscere varie parti di un organismo che opera in modo tangibile nel sociale. Le situazioni che gestisce la Caritas sono eterogenee e difficili, ma che in tante occasioni ho visto risolverle in modo professionale e lungimirante, anche partendo da risorse semplici e ristrette; e questo è da esempio per ogni attività lavorativa che un volontario poi si ritrova come bagaglio.

Nella mente ho davvero molte scene, molte storie e soprattutto i volti delle tante persone che ogni giorno vedono la Caritas come un riferimento, una speranza. Spesso io stesso mi sono reso partecipe di un gesto che a tutti loro può davvero fare la differenza e vedere, come effetto, la luce nei loro occhi è davvero appagante: queste occasioni le porterò sempre con me.

Se consiglio l’anno di volontariato sociale? Si per tutti gli aspetti sopra citati, che poche parole non potranno mai delineare a pieno, perché chi ha voglia di spendersi ha questa possibilità di provarlo sulla propria pelle. È un investimento di sé per gli altri ma anche per noi stessi perché dietro al mero servizio, e alla professionalità che richiede, c’è un insieme di gesti quotidiani che illuminano chi li riceve e sono un ottimo ossigeno per il cuore e lo spirito.

Massimiliano Marini

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