Return to Stili di Vita – Giovani

Lo sguardo che incontra

“Lo sguardo che incontra” è un progetto che nasce in seguito all’esperienza positiva vissuta grazie al progetto “Spendiamoci per gli altri”. Per tale ragione è nata a termine di questo progetto la necessità di continuare nella scuola un percorso di approfondimento su alcune tematiche importanti, progettandolo insieme ai due professori referenti di alcune classi dell’ISIS “A. Gramsci – J. M. Keynes”, con particolare attenzione su tematiche come relazione e diversità. Il percorso ha visto il coinvolgimento di cinque classi del triennio e nelle specifico quattro quarte ed una quinta.

Nei mesi tra novembre e Gennaio i giovani coinvolti nel progetto hanno partecipato ad alcuni incontri che avevano come filo conduttore il tema della diversità. Essi si sono sperimentati nel constatare quanto le aspettative che abbiamo su noi stessi e su gli altri spesso imprigionino le nostre idee e non diano lo spazio necessario agli altri di essere se stessi, facendo esperienza di quanto la diversità sia a loro vicino in quanto ognuno di noi è diverso per la sua unicità e quanto questa diversità faccia spesso paura e crei delle distanze che molte volte non riusciamo a colmare.

Gli studenti hanno poi successivamente cercato di capire quanto la diversità lontana come quella degli immigrati porti ognuno ad essere diffidente nei confronti dell’altro e quindi a credere a stereotipi e pregiudizi che si diffondono spesso senza un reale fondamento.

I ragazzi infine hanno cercato di condividere il proprio vissuto, confrontandosi con la realtà dell’immigrazione, che è un fenomeno in forte espansione e di cui si parla spesso in modo errato e poco informato. È stato importante constatare quanto i ragazzi siano spesso poco informati sul tema, quanto il loro pensiero si basi su luoghi comuni e come purtroppo, a causa di un informazione mediatica non sempre corretta, siano portati a seguire un pensiero contaminato di pregiudizio e diffidenza.

In una delle tappe del percorso i ragazzi hanno incontrato un’esperta del settore che ha offerto loro una panoramica legislativa e storica di come nel momento attuale e in passato si è articolata l’immigrazione nel nostro paese. I giovani sono rimasti nella maggior parte dei casi colpiti dalle reali condizioni da cui i profughi spesso si trovano a dover fuggire e si sono dimostrati curiosi e critici nei confronti delle leggi italiane che regolano l’immigrazione, su cui appunto non avevano alcuna conoscenza. La presentazione di tale realtà ha in alcuni casi scardinato l’idea iniziale di diffidenza verso quelle persone che spesso giudicano troppo diverse, in alcuni di loro ha suscitato vivo interesse e apertura verso un mondo che vedono distante, diverso e minaccioso. In altri casi è risultato davvero difficile anche solo promuovere una chiave di lettura differente dalla loro, in quanto i giovani sono rimasti chiusi nelle loro convinzioni di diffidenza e pregiudizio, non pronti a mettere in discussione le proprie idee e i propri principi, rinforzati da un contesto familiare e sociale che li spinge continuamente a creare distanze, come scelta meno faticosa.

A conclusione del progetto si è ritenuto importante proporre un’esperienza di incontro, dove i ragazzi potessero vivere la bellezza dello sguardo che conosce ed è libero dal pregiudizio, facendo toccare due mondi apparentemente distanti (“noi e loro”), ma profondamente uniti dalla stessa umanità che appartiene ad ogni cittadino del mondo.

La proposta fatta ai ragazzi è stata quella di incontrare una realtà che si occupa di accoglienza di profughi da tantissimi anni, offrendo loro un momento di vera condivisione, in cui i giovani hanno avuto la possibilità di sperimentare sulla propria pelle cosa voglia dire dare un volto a quello che consideriamo semplicemente “il diverso”.

I ragazzi hanno vissuto tre giorni a stretto contatto con profughi e rifugiati, mangiando assieme a loro, facendo con loro festa e condividendo esperienze e racconti attraverso testimonianze dirette degli immigrati, in una realtà come quella bergamasca della “Cooperativa Ruah” che si impegna da anni a promuovere valori come rispetto, accoglienza, condivisione, promozione umana e trasparenza, non dimenticandosi mai del territorio in cui è immersa, territorio con cui la cooperativa lavora costantemente per poter creare legami di integrazione d inclusione sociale.

 

 

Permanent link to this article: https://www.solidarietacaritasprato.it/wordpress/stilidivita/giovani/lo-sguardo-che-incontra/